“Il fatto che Cristina Cini sia stata selezionata dalla Fifa per partecipare alle prossime Olimpiadi di Pechino e’ motivo di grande soddisfazione per l’Associazione italiana arbitri e per la Can in particolare, oltre che ovviamente per la diretta interessata“.
Parole del signor Pierluigi Collina. Colui che per tanti anni è stato il numero 1 degli arbitri al mondo e che ora è il designatore arbitrale della nostra serie A.
In una stagione in cui abbiamo visto errori arbitrali di ogni tipo, obbrobri clamorosi, sviste inspiegabili di arbitri e guardalinee a danno di grandi, piccole e medie squadre (alla faccia di chi credeva che con “Calciopoli” si sarebbe risolto tutto), c’è una brillante donna di 38 anni, che, con la casacca nera e la bandierina in mano, si è messa in luce talmente tanto da attirare le ammirazioni della Fifa, che ha deciso(e scusate se è poco) di sceglierla per le prossime Olimpiadi cinesi.
Lei è Cristina Cini, fiorentina doc, prima e unica donna Italiana a svolgere il ruolo di assistente arbitrale nel calcio professionistico nostrano.
E visti i risultati, sembra che lo faccia anche egregiamente.
E’ stata guardalinee sia in serie B (2002/2003) che in serie A (a partire dal maggio 2003), suscitando sempre ottima impressione e commettendo rarissimi errori.
Nel 2004 è stata nominata assistente internazionale nel calcio femminile e nel giugno 2007 viene chiamata ad arbitrare i mondiali in Cina di calcio femminile, raccogliendo 4 presenze complessive.
La sua “escalation” verso i piani alti del mondo arbitrale si esalta nell’agosto del 2007 : la brava Cristina è la prima donna Italiana ad esser guardalinee in una competizione maschile europea (Bate Borisov-Steaua Bucarest, gara di Uefa Champions League) .
Ed ora eccola pronta per l’Olimpiade di Pechino, l’ennesimo “piccolo” traguardo di una donna che sembra proprio intenzionata ad entrare nella storia del calcio Italiano, abbattendo ogni pregiudizio maschilista e correndo da un primato all’altro, d’altronde da giovane amava l’atletica ed era pure una velocista.
Che i guardalinee maschi stiano attenti, se la Cini continua ad arbitrare così, oltre a prendere il posto di chiunque di loro, potrebbe esser uno sponsor eccellente per l’entrata del mondo femminile nel calcio che conta.


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