“Stiamo facendo bene, ma in settimana subiamo troppe pressioni. Non possiamo fare un campionato di vertice”.
Eccessiva modestia o naturale sincerità?
Conoscendo l’umiltà, l’intelligenza e la grinta del signor Gian Piero Gasperini è più probabile si tratti di naturale sincerità.
Certo, va detto che non è il massimo dire una frase del genere a pochi giorni dalla sfida che il popolo genoano ritiene la più importante della stagione : l’atteso derby della Lanterna tra Genoa e Samp.
Però Gasperini, dalla sagacia acquisita nei suoi oltre 30 anni di calcio (giocato e allenato), ha capito che è sempre meglio prevenire che curare.
Il suo Genoa vola, settimo in classifica con 22 punti, 19 dei quali conquistati nel fortino “amico” di Marassi, con 6 punti di vantaggio sui cugini blucerchiati.
Eppure Gian Piero vuole nascondere le carte, preferisce celare l’entusiasmo e prepararsi senza troppe aspettative al derby di domenica sera.
Chi lo conosce bene sa che a quella sfida lui ci tiene tantissimo e sa che farà di tutto per vincerla.
Basti sapere che nella sua carriera di allenatore, cominciata nel settore giovanile della Juentus nel lontano 1994, Gasperini ovunque è andato ha ottenuto qualcosa di importante : con la Juventus Primavera (dove ha cresciuto giocatori degni della massima serie come Palladino, Mirante, Gastaldello, Paro, Konko, Cassani, Brighi) ha vinto il torneo di Viareggio 2003, con il Crotone l’anno successivo ha conseguito la promozione in serie B e, due anni fa, con il Genoa è stato promosso in serie A.
La sua abilità tattica, le sue idee innovative di calcio prettamente frizzante e offensivo l’hanno sempre portato a grandi traguardi. D’altronde anche la Figc se n’è accorta, affidandogli la cattedra di insegnante per il corso di allenatori. E un docente, si sa, deve sempre insegnare con naturale sincerità.
Squadre allenate : Juventus (settore giovanile), Crotone, Genoa.
Titoli internazionali conquistati : /
Titoli nazionali conquistati : Torneo di Viareggio 2003.
Modulo tattico adottato : 3-4-3 o 4-3-3. Le tre punte sono d’obbligo, con due esterni offensivi molto veloci e tecnici e un cannoniere centrale di grande spessore (vedi Borriello o Milito). In mezzo al campo preferisce gente tosta e di quantità (Juric, Paro, Milanetto, Thiago Motta ne sono l’esempio pratico).
“Pupilli” : Abdoulay Konko (l’ha cresciuto e poi l’ha voluto a Crotone e Genoa).
Matteo Paro (suo grande pupillo, lo recupererà?)
Raffaele Palladino (sta tentando di rilanciarlo in rossoblù).
Ruben Olivera (“el pollo” l’ha lanciato e scoperto lui).
Matteo Brighi (non perde occasione per elogiarlo).



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