Gian Piero Gasperini, Insegnare Calcio con naturale sincerità.

2 12 2008

“Stiamo facendo bene, ma in settimana subiamo troppe pressioni. Non possiamo fare un campionato di vertice”.

Eccessiva modestia o naturale sincerità?

Conoscendo l’umiltà, l’intelligenza e la grinta del signor Gian Piero Gasperini è più probabile si tratti di naturale sincerità.

Certo, va detto che non è il massimo dire una frase del genere a pochi giorni dalla sfida che il popolo genoano ritiene la più importante della stagione : l’atteso derby della Lanterna tra Genoa e Samp.

Però Gasperini, dalla sagacia acquisita nei suoi oltre 30 anni di calcio (giocato e allenato), ha capito che è sempre meglio prevenire che curare.

Il suo Genoa vola, settimo in classifica con 22 punti, 19 dei quali conquistati nel fortino “amico” di Marassi, con 6 punti di vantaggio sui cugini blucerchiati.

Eppure Gian Piero vuole nascondere le carte, preferisce celare l’entusiasmo e prepararsi senza troppe aspettative al derby di domenica sera.

Chi lo conosce bene sa che a quella sfida lui ci tiene tantissimo e sa che farà di tutto per vincerla.

Basti sapere che nella sua carriera di allenatore, cominciata nel settore giovanile della Juentus nel lontano 1994, Gasperini ovunque è andato ha ottenuto qualcosa di importante : con la Juventus Primavera (dove ha cresciuto giocatori degni della massima serie come Palladino, Mirante, Gastaldello, Paro, Konko, Cassani, Brighi) ha vinto il torneo di Viareggio 2003, con il Crotone l’anno successivo ha conseguito la promozione in serie B e, due anni fa, con il Genoa è stato promosso in serie A.

La sua abilità tattica, le sue idee innovative di calcio prettamente frizzante e offensivo l’hanno sempre portato a grandi traguardi. D’altronde anche la Figc se n’è accorta, affidandogli la cattedra di insegnante per il corso di allenatori. E un docente, si sa, deve sempre insegnare con naturale sincerità.

 

 

Squadre allenate : Juventus (settore giovanile), Crotone, Genoa.

 

Titoli  internazionali conquistati : /

 

Titoli nazionali conquistati : Torneo di Viareggio 2003.

 

Modulo tattico adottato : 3-4-3 o 4-3-3. Le tre punte sono d’obbligo, con due esterni offensivi molto veloci e tecnici e un cannoniere centrale di grande spessore (vedi Borriello o Milito). In mezzo al campo preferisce gente tosta e di quantità (Juric, Paro, Milanetto, Thiago Motta ne sono l’esempio pratico).

 

“Pupilli” : Abdoulay Konko (l’ha cresciuto e poi l’ha voluto a Crotone e Genoa).

                 Matteo Paro (suo grande pupillo, lo recupererà?)

                 Raffaele Palladino (sta tentando di rilanciarlo in rossoblù).

                 Ruben Olivera (“el pollo” l’ha lanciato e scoperto lui).

                 Matteo Brighi (non perde occasione per elogiarlo).

 





Carlo Ancelotti : La coppa Uefa e le ragazzine.

24 10 2008

“L’Uefa non e’ il nostro obiettivo primario, ma a marzo sono sicuro che saremo ancora in corsa e allora diventera’ interessante”.

Carissimo Carletto Ancelotti, mi permetta, è il minimo che l’Uefa non sia il vostro obiettivo primario!!! Con Ronaldinho, Kakà, Seedorf, Pato, Shevchenko, Inzaghi, Borriello e, nientepopodimeno, che Sir David Beckham, il popolo rossonero non si può accontentare di una semplice Coppa Uefa (comunque mai vinta dal Milan nella sua gloriosa storia). A Marzo, il tuo Milan, oltre che in corsa per la coppa Uefa, dovrebbe essere anche in corsa per quello scudetto che non vincete dalla stagione 2003/04, in cui, per altro, guidavi proprio tu la squadra.

Ironia a parte, Carlo Ancelotti è un allenatore tenace e gagliardo, e se dichiara con tanta tranquillità che a Marzo il Milan sarà ancora in corsa per conquistare il secondo trofeo (in scala di valore) d’Europa, c’è da scommetterci che non sta sbagliando.

Lui è sempre stato abituato a gestire grandi campioni, sia al Milan negli anni recenti (anche se Gilardino forse avrebbe qualcosa da dire a proposito), sia nelle due stagioni e mezzo (non tanto fortunate) alla Juve. In quella Juve, Carletto, come tutti lo chiamano, aveva il compito non semplice di far ruotare quattro attaccanti del calibro di Del Piero, Inzaghi, Trezeguet e Kovacevic, considerando inamovibile Zidane alle loro spalle.

Due secondi posti in campionato (uno perso all’ultima giornata nella “piscina” di Perugia) e 144 punti raccolti in sole due annate, non bastarono a salvargli la pachina, affibiandogli l’etichetta di “perdente” o “non vincente”.

In tanti forse si erano già dimenticati che Ancelotti, da calciatore, era stato un grande vincente, visti i trionfi con Milan e Roma, e che nelle sue prime stagioni da allenatore era riuscito a portare in serie A la Reggiana e a guidare il Parma ad uno storico secondo posto.

Tanti si erano dimenticati appunto, ma non tutti : il Milan, nel novembre del 2001, lo chiamò per sostituire Fatih Terim nella panchina rossonera.

Da lì il buon Carletto non si è più mosso, vincendo tutti i trofei possibili, dallo Scudetto, alla Champions League, al Mondiale per Club, passando per varie Supercoppe.

Tutti i trofei tranne uno : la Coppa Uefa appunto. E allora Caro Carlo Ancelotti non lasciarti scappare l’occasione proprio quest’anno. Il tuo pubblico ti sosterrà a più non posso e negli spalti di Sansiro, oltre ai soliti tifosi, troverai tante ragazzine urlanti e scalmanate : Sir David Beckham servirà anche a questo.

 

Squadre allenate : Reggiana, Parma, Juventus e Milan.

 

Titoli  internazionali conquistati : 2 Champions League (Milan 2003 e 2007), 2 Supercoppe Europee (Milan 2003 e 2007), 1 Coppa del Mondo per Club (Milan 2007).

 

Titoli nazionali conquistati : 1 Scudetto (Milan 2004), 1 Coppa Italia (Milan 2003), 1 Supercoppa Italiana (Milan 2004).

 

Modulo tattico adottato : 4-3-1-2 o 4-3-2-1. Il famoso “albero di Natale” dicono sia un suo marchio di fabbrica, con due trequartisti dietro l’unico attaccante. Difesa alta e in linea, vuole tanta qualità dietro la punta e in mezzo al campo. Come attaccanti gli piacciono i bomber di razza : vedi Inzaghi o Shevchenko.

 

“Pupilli” : Filippo Inzaghi (se lo coccola ormai da più di 8 anni).

                 Clarence Seedorf (altro giocatore per lui fondamentale).

                 Kakà (l’ha scoperto, l’ha lanciato e ora ne può andar fiero).

                 Andrea Pirlo (ne ha reinventato il ruolo, ora è un campione).

                  Zinedine Zidane (l’ha sempre adorato).

 

 





Cobolli Gigli : il Presidente Trasparente

14 04 2008

 “Auguri a Marcello Lippi per i suoi 60 anni. Ha fatto grandi cose per la Juve, ma noi non abbiamo bisogno di maghi o indovini. Ranieri è l’uomo giusto per noi e sarà il nostro allenatore anche in futuro.”.

Parole chiare, precise, simpatiche e trasparenti. Da gran presidente, ambizioso e coraggioso qual’è.

Giovanni Cobolli Gigli è uno Juventino doc. Una persona intelligente e di grande cultura, che capendo appieno la bufera che aveva appena travolto la Juve, sfiduciando tifosi e addetti ai lavori, il 29 giugno del 2006, da neo-presidente appena eletto della Juve dichiarava : “Il nostro unico obiettivo sarà quello di essere vincenti, simpatici e trasparenti”.

Talmente sincero e trasparente che finora le promesse le ha mantenute. La sua Juventus è riuscita in due anni a risollevarsi dall’incredibile scandalo che l’aveva coinvolta, vincendo abbastanza agevolmente il campionato di serie B e rivelandosi tra le principali protagoniste anche in questo nuovo primo anno di serie A.

Capace di battere l’inter capoclassifica a San Siro per 2 a 1 e la Roma, inseguitrice più accreditata, in casa per 1 a 0 grazie a un goal di Del Piero, idolo di Cobolli Gigli che continua a sponsorizzarne la convocazione in Nazionale.

Molti ignorano che dietro a questo Presidente, così “bonaccione”, gentile ed educato, ci sia altresì un uomo di grande successo in campo professionale.

Laureato in economia e commercio alla Bocconi di Milano, Cobolli, nella sua lunga e prestigiosa carriera, ha ricoperto ruoli di primi piano, nell’amministrazione, per le case editrici Bompiani, Rizzoli, Mondadori e La Rinascente e per il tour operator Alpitour.

Attualmente è inoltre membro del consiglio direttivo e vice presidente dell’Upa (Ente Pubblicitá Associati) e componente del Cda di Auchan e dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero (Ice).

Un personaggio rispettabile, serio e sincero, che ha sempre mantenuto i suoi impegni e i suoi compiti.

Ora Cobolli Gigli, da buon Presidente e tifoso bianconero, ha senz’altro l’obiettivo di rilanciare la Juventus ai massimi livelli del calcio mondiale, costruendo negli anni una squadra in grado di tornare a competere per il campionato e la Champions League.

E vista la sua serietà nel rispettare gli impegni e la sua trasparenza nel dichiararli, i tifosi della “Vecchia Signora” possono iniziare a sognare : l’operazione Cobolli Gigli ha avuto inizio con successo, in futuro non si potrà che migliorare.

 

cobolli








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