Claudio Ranieri, la voglia di vincere qualcosa di importante.

3 03 2009

Stiamo bene, andiamo a lottare. E’ la competizione più vicina perché si gioca domani, non la più facile. Abbiamo più possibilità di vincere la Coppa Italia rispetto allo scudetto e la Champions? Lo dite voi”.

Ha tanta, troppa voglia di vincere Claudio Ranieri. Lo si capisce dal tono delle sue parole a poche ore dalla semifinale di Coppa Italia che la Juventus giocherà contro la Lazio, all’Olimpico di Roma.

Nella sua lunga carriera di allenatore, iniziata nel lontano 1986, ben 23 anni fa, alla guida della semi-sconosciuta Vigor Lamezia, non è mai riuscito ad alzare tanti trofei, pur allenando anche squadre di medio-alto livello come Napoli, Fiorentina, Valencia, Atletico Madrid e Chelsea.

Va sottolineato, però, che il “Gentleman” Romano ovunque è andato ha lasciato ottimi ricordi e buoni risultati. Ha riportato il Cagliari in serie A nel 1991, dopo averlo raccolto in crisi d’identità nei meandri della serie C due stagioni prima. Ha ridato l’Europa al Napoli con il quarto posto del 1992, ha ricostruito in quattro meravigliosi anni la Fiorentina, riportandola nella massima serie e stabilizzandola nell’elite del nostro campionato, con la “ciliegina” della Coppa Italia in bacheca del 1996. Ha scoperto talenti come Gabriel Omar Batistuta, Frankie Lampard e Joe Cole, oltre al più recente Momo Sissoko. Ed è stato anche l’allenatore Italiano con più stagioni all’attivo all’estero : addirittura 8 campionati tra Spagna e Inghilterra, nei quali non si può non ricordare la Coppa del Re vinta con il Valencia nel 1999 e la semifinale di Champions conquistata con il Chelsea (il primo dell’era Abramovich) nel 2004.

Di recente, nel 2007, al suo ritorno in Italia, è riuscito anche a salvare dalla retrocessione un Parma in condizioni che definir “disperate” è un eufemismo.

Il suo unico problema è sempre stato quello di elevare la squadra allenata ad un livello più alto. E per questo, dopo due, tre o al massimo quattro stagioni, per il “british” Claudio è sempre stata l’ora di far le valigie.

Ora, con la Juventus, riportata ad alti livelli, sembra esser giunto il momento di vincere qualcosa. E in quel “qualcosa” Claudio Ranieri sogna ci sia davvero la consacrazione : dopo 23 anni è giunto il momento di alzare trofei prestigiosi.

La Juventus ha più possibilità di vincere la Coppa Italia rispetto allo scudetto o alla Champions? Lo dite voi!

 

 

Squadre allenate : Vigor Lamezia, Puteolana, Cagliari, Napoli, Fiorentina, Valencia, Atletico Madrid, Chelsea, Parma, Juventus.

 

Titoli  internazionali conquistati : Supercoppa Europea (Valencia, 2004).

 

Titoli nazionali conquistati : Coppa Italia (Fiorentina 1996), Supercoppa Italiana (Fiorentina 1996), Coppa del Re (Valencia 1999).

 

Modulo tattico adottato : 4-4-2. Classico ed Ordinato, con due mediani di corsa e sostanza in mezzo al campo e la difesa sempre molto alta per mettere l’attacco avversario costantemente in fuorigioco. Davanti gradisce un centravanti forte fisicamente e completo (Batistuta, Hasselbaink ed ora Amauri ne sono l’esempio).

 

“Pupilli” : G. O. Batistuta (L’ha cresciuto e fatto diventare un fuoriclasse).

                F. Lampard (l’ha scoperto e tutt’ora c’è un rapporto di stima).

                C. Zanetti (da giovane a Firenze e da veterano oggi a Torino)

                 C. Molinaro (nonostante le critiche, con lui è sempre in campo).

                 M. Sissoko (lo ritiene il più forte centrocampista in circolazione).

 





Cesare Prandelli, Lo Sfortunato Lottatore

2 05 2008

“Dobbiamo accettare questo verdetto, la serata potevamo finirla meglio, ma abbiamo dato tutto ciò che potevamo. Un grazie a questi ragazzi che hanno giocato fino all’ultimo minuto”.

Parole sagge. Quelle di un grande mister, che vuol bene ai suoi ragazzi (soprattutto ai più giovani) e che sa bene che a volte c’è poco da fare. Il calcio è così. Domini una semifinale di Coppa Uefa (contro i Rangers Glasgow) per 210 minuti (tra andata e ritorno) e poi esci, mestamente, alla lotteria dei calci di rigori, con gli errori decisivi degli uomini più esperti che hai in rosa : Vieri e Liverani.

Cesare Prandelli lo sa bene come è fatto il calcio. L’ha imparato nei suoi “primi” 50 anni, prima da calciatore professionista e poi da allenatore.

Il calcio gli ha regalato tante gioie, ma anche tante, forse troppe, immeritate delusioni.

La sua carriera da allenatore è iniziata all’Atalanta, nelle giovanili, e poi è proseguita malissimo a Lecce, dove un esonero prematuro gli ha stroncato subito le ali.

Poi l’avventura in Veneto, a conquistare soddisfazioni, complimenti, ma pochi titoli, visto che Verona e Venezia non potevano certo ambire a qualcosa che non fosse una salvezza nella massima serie o una promozione dalla serie B.

Però, il coraggioso Cesare, viene notato dal Parma, che in preda alla crisi della Parmalat, gli chiede di ottenere il massimo da ragazzi che Prandelli riesce a far diventare piccole luminose “stelline” : valorizza in soli due anni gente del calibro di Frey, Mutu, Adriano e Gilardino.

E allora nel 2004 ecco l’occasione della vita : la Roma, la squadra con la quale finalmente si può ambire a qualche traguardo importante. Ma la sorte è ancora li maligna, pronta a far male. L’amata moglie Manuela si ammala gravemente e Prandelli non se la sente di allenare : si dimette per starle vicino.

Dopo un anno di assenza lo chiama la Fiorentina : è il 2005/2006.

Cesarone non fallisce, arriva quarto al primo anno, vince la Panchina d’Oro come miglior tecnico d’Italia, ma poi Calciopoli gli toglie tutto e lo costringe addirittura ad iniziare la stagione successiva con 19 punti di penalizzazione (poi portati a 15). Sfido chiunque a non dire: “Che sfiga!”.

Ma Prandelli si rimbocca le maniche, riparte tenace come sempre.

E nonostante a Novembre 2007 tristemente si spegne la moglie Manuela, all’età di soli 45 anni, lui non si arrende, rivince la Panchina D’Oro, la dedica alla moglie e fa disputare alla Fiorentina un campionato strepitoso, qualificandola alla Coppa Uefa.

Anche quest’anno la sua Viola ha ben figurato : è quarta a tre giornate dal termine e sta lottando per il posto in Champions League. E conoscendo Cesare Prandelli, è molto difficile che mollerà prima di aver dato tutto quello che poteva dare.

 

 

Squadre allenate : Lecce, Verona, Venezia, Parma e Fiorentina.

 

Titoli  internazionali conquistati : /

 

Titoli nazionali conquistati : /

 

Modulo tattico adottato : Inizialmente un 4-4-2, sempre e comunque molto offensivo, con una punta di qualità e un attaccante di peso (Di Napoli-Maniero a Venezia, Cammarata-Adailton a Verona, Mutu-Adriano a Parma). Negli ultimi anni predilige il 4-3-3, con un centravanti (Prima Toni, poi Vieri e Pazzini) e due rifinitori con i piedi buoni (Mutu e Santana). Cerca sempre un regista davanti alla difesa che sappia far girare bene la palla.

 

“Pupilli” : S. Frey (Lo considera intoccabile. Prima a Parma, ora a Firenze).

A. Mutu (Sia a Parma che a Firenze è riuscito a farlo esprimere al meglio).

A. Gilardino (L’ha fatto esplodere a Parma e ora lo vuole a Firenze).

D. Morfeo (Apprezzato sia a Verona che a Parma).

A. Marasco (L’ha allenato a Verona e Venezia).

 

 

 

 

 








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