“Come volete che stia? Sto male, ma domenica prossima tiferò Parma. Spero tanto che riesca a salvarsi, anche se per quanto mi riguarda io allo stadio non ci sarò”.
E ci mancherebbe altro caro signor Hèctor Raùl Cùper.
Se l’Inter non dovesse vincere lo scudetto domenica a Parma e lei venisse visto nelle tribune dello stadio Tardini, qualcuno penserebbe che allora è davvero lei a portar sf…ortuna!
Poteva essere la classica resa dei conti. Una rivincita in grande stile, di quelle che solo il calcio spesso è capace di regalare. Una domenica di Maggio, temperatura “very hot”, un Parma-Inter mozzafiato, con la squadra di casa che lotta per salvarsi e quella ospite che deve vincere uno scudetto inseguito una stagione e che sembra poter sfumare proprio all’ultima giornata.
E colmo dei colmi, Hector Cuper sulla panchina del Parma. Col suo sguardo cagnesco, pronto a dire in caso di vittoria del Parma e sconfitta dell’inter “Visto caro Mancini e cari tifosi nerazzurri??? Non perdo solo io gli scudetti all’ultima giornata!”.
E invece no. Sogno svanito per l’allenatore argentino. Ghirardi gli ha rovinato la festa, esonerandolo prima del big match di domenica e chiamando al suo posto un tal Andrea Manzo, allenatore della primavera.
Pazienza per il povero Hector (che a Parma in 10 partite aveva ottenuto ben 8 punti!), l’ennesima “non rivincita” è arrivata. Si, perché il 53enne tecnico argentino è abituato a non togliersi delle soddisfazioni quando c’è l’occasione buona.
Gli capitò contro la Lazio (squadra che nel ’99 aveva sconfitto il suo Maiorca nella finale di Coppe delle Coppe) quando il famoso 5 maggio 2002 aveva avuto l’occasione di vincere lo scudetto in casa biancoceleste, all’Olimpico, ma finì in tragedia.
Gli capitarono 2 finali consecutive di Champions League, nel 2000 e nel 2001, ma il suo Valencia cedette mestamente sia al Real Madrid che al Bayern Monaco.
E, proprio ora, sul più bello, ecco sfumato l’ennesimo sogno di rivalsa.
Non ha mai vinto tanto in carriera Hector Cuper. E’ sempre arrivato a buoni risultati, ma mai eccelsi. Tanto che diverse sue avventure in panchina (Maiorca, Valencia, Inter, Maiorca, Betis e appunto Parma, solo per citarne alcune) sono finite anzitempo, con esoneri o dimissioni, perché i risultati non erano quelli previsti inizialmente.
E peccato se stavolta non potrà neanche dare il suo celebre pugno sul petto ai suoi giocatori prima di entrare in campo sussurrandogli “yo soy contigo” (“io sono con voi”). Almeno si eviterà le occhiatacce di gente tipo Materazzi o Zanetti che tra loro e loro, vedendolo dare il pugno ai giocatori del Parma, avrebbero potuto pensare “si si, anche il 5 maggio tu dovevi essere con noi”.
Squadre allenate : Huracan, Lanus, Maiorca (2 volte), Valencia, Inter, Betis Siviglia, Parma.
Titoli internazionali conquistati : /
Titoli nazionali conquistati : 2 Supercoppe Spagnole (Maiorca 1997 e Valencia 1999) e un campionato argentino (Lanus 1996).
Modulo tattico adottato : il 4-4-2 gli piace parecchio. Soprattutto se ha due ali che sanno spingere (Kili Gonzales, Ibagaza, Coinceicao) , due centravanti, con almeno uno di peso (Dani, Vieri, Carew, Claudio Lopez, Lucarelli, Budan) e due centrocampisti dai grandi polmoni (Mendieta, Baraja, Di Biagio, Emre, Mariga).
“Pupilli” : Kili Gonzales (fenomeno a Valencia, grande flop nella sua Inter);
Francisco Farinos (idem);
Gaizka Mendieta (capitano e trascinatore del suo Valencia);
Christian Vieri (l’unico che all’Inter gli dava soddisfazioni);
Dani e Claudio Lopez (l’hanno tolto più volte dai guai con i loro goal).
