Inserito da: enricoturcato | Maggio 2, 2008

Cesare Prandelli, Lo Sfortunato Lottatore

“Dobbiamo accettare questo verdetto, la serata potevamo finirla meglio, ma abbiamo dato tutto ciò che potevamo. Un grazie a questi ragazzi che hanno giocato fino all’ultimo minuto”.

Parole sagge. Quelle di un grande mister, che vuol bene ai suoi ragazzi (soprattutto ai più giovani) e che sa bene che a volte c’è poco da fare. Il calcio è così. Domini una semifinale di Coppa Uefa (contro i Rangers Glasgow) per 210 minuti (tra andata e ritorno) e poi esci, mestamente, alla lotteria dei calci di rigori, con gli errori decisivi degli uomini più esperti che hai in rosa : Vieri e Liverani.

Cesare Prandelli lo sa bene come è fatto il calcio. L’ha imparato nei suoi “primi” 50 anni, prima da calciatore professionista e poi da allenatore.

Il calcio gli ha regalato tante gioie, ma anche tante, forse troppe, immeritate delusioni.

La sua carriera da allenatore è iniziata all’Atalanta, nelle giovanili, e poi è proseguita malissimo a Lecce, dove un esonero prematuro gli ha stroncato subito le ali.

Poi l’avventura in Veneto, a conquistare soddisfazioni, complimenti, ma pochi titoli, visto che Verona e Venezia non potevano certo ambire a qualcosa che non fosse una salvezza nella massima serie o una promozione dalla serie B.

Però, il coraggioso Cesare, viene notato dal Parma, che in preda alla crisi della Parmalat, gli chiede di ottenere il massimo da ragazzi che Prandelli riesce a far diventare piccole luminose “stelline” : valorizza in soli due anni gente del calibro di Frey, Mutu, Adriano e Gilardino.

E allora nel 2004 ecco l’occasione della vita : la Roma, la squadra con la quale finalmente si può ambire a qualche traguardo importante. Ma la sorte è ancora li maligna, pronta a far male. L’amata moglie Manuela si ammala gravemente e Prandelli non se la sente di allenare : si dimette per starle vicino.

Dopo un anno di assenza lo chiama la Fiorentina : è il 2005/2006.

Cesarone non fallisce, arriva quarto al primo anno, vince la Panchina d’Oro come miglior tecnico d’Italia, ma poi Calciopoli gli toglie tutto e lo costringe addirittura ad iniziare la stagione successiva con 19 punti di penalizzazione (poi portati a 15). Sfido chiunque a non dire: “Che sfiga!”.

Ma Prandelli si rimbocca le maniche, riparte tenace come sempre.

E nonostante a Novembre 2007 tristemente si spegne la moglie Manuela, all’età di soli 45 anni, lui non si arrende, rivince la Panchina D’Oro, la dedica alla moglie e fa disputare alla Fiorentina un campionato strepitoso, qualificandola alla Coppa Uefa.

Anche quest’anno la sua Viola ha ben figurato : è quarta a tre giornate dal termine e sta lottando per il posto in Champions League. E conoscendo Cesare Prandelli, è molto difficile che mollerà prima di aver dato tutto quello che poteva dare.

 

 

Squadre allenate : Lecce, Verona, Venezia, Parma e Fiorentina.

 

Titoli  internazionali conquistati : /

 

Titoli nazionali conquistati : /

 

Modulo tattico adottato : Inizialmente un 4-4-2, sempre e comunque molto offensivo, con una punta di qualità e un attaccante di peso (Di Napoli-Maniero a Venezia, Cammarata-Adailton a Verona, Mutu-Adriano a Parma). Negli ultimi anni predilige il 4-3-3, con un centravanti (Prima Toni, poi Vieri e Pazzini) e due rifinitori con i piedi buoni (Mutu e Santana). Cerca sempre un regista davanti alla difesa che sappia far girare bene la palla.

 

“Pupilli” : S. Frey (Lo considera intoccabile. Prima a Parma, ora a Firenze).

A. Mutu (Sia a Parma che a Firenze è riuscito a farlo esprimere al meglio).

A. Gilardino (L’ha fatto esplodere a Parma e ora lo vuole a Firenze).

D. Morfeo (Apprezzato sia a Verona che a Parma).

A. Marasco (L’ha allenato a Verona e Venezia).

 

 

 

 

 


Risposte

  1. mi sa che nemmeno quest’anno ci va in champions! :(


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie