“Luca è fortissimo, ha già segnato 35 reti ed è l’unico che può superare il mio primato. Abbiamo uno stile diverso, ma il suo istinto è straordinario – e con tono ancor più sicuro – Non so se qualcuno riuscirà a battere il mio record, ma se non ci riuscirà Toni in questa stagione non ci riuscirà più nessuno”.
Parole chiare, decise, che si commentano da sole.
Anche perché sono pronunciate da un vero e proprio pilastro del calcio mondiale. Un signore che raramente parla, e se lo fa, non lo fa mai a sproposito.
In Germania esistono davvero pochi mostri sacri : beh, Gerhard (per tutti Gerd) Muller è senza dubbio uno di questi.
E se Gerd Muller è convinto che quest’anno il “nostro” Luca Toni, con la maglia del Bayern Monaco, potrà superare il suo record di 40 goal in stagione, significa che ci sono concrete possibilità che ciò accada veramente.
Anche perché stiamo parlando di un fenomeno d’altri tempi. Un campione unico, uno di quelli che, con le sue raffiche di goal, ha scritto la storia del calcio moderno.
Cannoniere unico, uomo d’area immarcabile, forte col destro, col sinistro, di testa, in acrobazia : attaccante talmente completo da segnare, a cavallo degli anni ’70, oltre 400 reti tra nazionale e Bundesliga.
Uno di quei calciatori che difficilmente rinascono, fra i migliori di sempre nel suo ruolo.
E non si distingueva tanto per le sue doti tecniche, ma per i suoi goal. L’area di rigore era il suo habitat naturale : era rapace e “rapinatore”, il più rapido di tutti su una qualsiasi palla vagante.
“Bomber Der Nation” (tradotto “cannoniere nazionale”), in 15 stagioni di Bundesliga, fu capace di segnare 365 goal in 427 presenze (record resistente tutt’ora), conquistando 4 titoli di Germania, 3 coppe campioni consecutive (’74-’75-’76), una coppa delle coppe e una coppa intercontinentale.
Nelle coppe europee segnò 66 goal in 74 partite, mentre con la nazionale tedesca il numero delle reti ( 68 ) supera addirittura quello delle presenze ( 62 ).
Numeri che fanno venire la pelle d’oca. Ai quali basta aggiungere un pallone d’oro (1970), un titolo mondiale (1974), un titolo europeo (1972, nel quale fu anche capocannoniere della manifestazione) e un titolo di capocannoniere ai mondiali del 1970, quando la sua Germania Ovest giunse terza dopo aver perso la storica semifinale con l’Italia, nella quale Muller ovviamente andò a segno.
Pochi sanno che, dopo il ritiro dal calcio giocato (al termine di un’esperienza di 3 anni nel campionato americano con 38 goal all’attivo), Muller prese il vizio dell’alcol.
A toglierlo dal buio tunnel dell’alcolismo, furono i suoi ex compagni del Bayern, che gli diedero la possibilità di allenare il settore giovanile della squadra bavarese, ruolo che ricopre tutt’ora.
Se Toni riuscirà a raggiungere il record di 40 reti stagionali di Muller, magari sarà proprio di buon’auspicio per la nostra nazionale Italiana.
Infatti Muller vinse mondiale ed Europeo. Toni un mondiale l’ha vinto…per essere suo erede basta “solo” che vinca il prossimo Europeo.
