Inserito da: enricoturcato | Aprile 19, 2008

Signor Mosley, Forse Non è Proprio un “Fatto Privato”

“La mia vita sessuale è eccentrica, ma si tratta di un fatto privato. Se qualcuno pratica questo genere di cose senza offendere nessuno e senza violenza, si tratta di un fatto privato. – e come se non bastasse – Non mi sento in colpa. Se vorranno farmi andare avanti lo farò, altrimenti mi fermerò.”

Forse il signor Mosley non si rende ben conto della sua posizione. O molto più probabilmente non si ricorda bene chi rappresenta a livello internazionale.

Si, perché Max Mosley, di anni 67, è il presidente della F.I.A. (Federazione Internazionale Automobilismo). E non può considerare “un fatto privato” un video a luci rosse, diffuso in internet, della durata di 5 ore e per di più contornato da evidenti significati nazisti.

Il video, reso pubblico dal tabloid inglese “News of the world”, riprende Mosley che gioca a fare il comandante del “terzo Reich”, dando e prendendo ordini in tedesco da alcune donne vestite con uniformi dell’esercito nazista che, a loro volta, infliggono frustate e torture varie a lui e ad altre prostitute con addosso indumenti somiglianti a quelli degli ebrei in campo di concentramento.

Ovvio che lo scandalo, che ha fatto il giro del mondo, ha sconvolto l’intero ambiente della Formula Uno, compresi appassionati e addetti ai lavori.

Ad aggravare l’immoralità, suscitata dalle immagini dell’orgia sadomaso, ed a creare ulteriore scalpore è stato il tema nazista dell’odio raziale a cui Max Mosley purtroppo non è nuovo.

L’educazione del boss della F.I.A. è sempre stata di questo stampo, visto che Max è il quarto figlio di Sir Oswald Mosley, fondatore del “British Union of Fascists” (formazione politica di estrema destra che negli anni Trenta fu alleata del partito di Benito Mussolini), nonché amico personale di Adolf Hitler e Joseph Goebbels.

Invece no. Secondo il “prode” Mosley, laureato tra l’altro in Giurisprudenza, il video sarebbe solamente una questione privata. Cose dell’altro mondo,verrebbe da urlare.

Anche perché Max Mosley è ormai una figura simbolo in Formula Uno da parecchi anni. Nel 1969 fondò con alcuni amici la scuderia March, che ottenne la sua prima vittoria nel 1970, con al volante lo scozzese Jackie Stewart. Nel 1977 ha ricoperto anche la carica di consigliere giuridico dell’associazione dei costruttori (Foca), guidata in quegli anni da un certo Bernie Ecclestone.

Ora, il 3 giugno, ci sarà la sentenza della F.I.A. riguardo il futuro del presidente inglese. Credo le parole espresse dal pilota della RedBull Webber siano emblematiche sul disastro provocato da Mosley : “Questa vicenda ha gettato grosso discredito su questo sport – ha detto il pilota australiano alla ‘BBC’ -. Che ci piaccia o no, tutti noi abbiamo un ruolo chiave in Formula 1 e la Formula 1 non puo’ permettersi scandali di questo tipo”.

Forse a questo punto al signor Max Mosley converrebbe scusarsi, non giustificarsi.

 

mosley


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