“Ronaldinho è un campione e tutti i campioni qui al Milan sono i benvenuti. Ma le necessità del Milan sono altre – ha fatto notare con la solita eleganza – La maglia numero 10 credo resterà comunque mia. Quando sono arrivato al Milan il 10 ce l’aveva Rui Costa ed io ne ho presa un’altra. Lo stesso farebbe Ronaldinho”.
Traduzione: “Caro Ronaldinho, vieni pure a Milano, ma sappi che la maglia al Milan te la devi sudare. Qua ci siamo Io e il Signor Kakà. E noi due, con questa maglia, ‘qualcosina’ al Milan l’abbiamo fatto vincere. Non credo che siano tutte nostre le colpe della situazione attuale della squadra”.
Clarence Seedorf non parla mai a caso, quando deve dire una cosa non usa mezzi termini o giri di parole.
Lui è un Campione, con la C maiuscola. Ed è orgoglioso di esserlo, dentro e fuori dal campo. Se deve fare un’osservazione raramente sbaglia.
E non andategli a dire che il Milan ha bisogno di un “trequartista”. Anche perché Ronaldinho è davvero un grandissimo giocatore, ma credo proprio che Seedorf e Kakà, in quel ruolo, siano ancora tra i migliori al mondo.
Le esigenze del Milan, sul mercato estivo devono essere altre. E Clarence, originario del Suriname, ma di passaporto olandese, con la sua immensa esperienza, è il primo a capirlo.
Lui, che a 32 anni ha già vinto praticamente tutto ciò che un calciatore di club potesse vincere. E sottolineo “di club”, perché purtroppo con la Nazionale “Orange” non ha mai avuto le stesse fortune che ha avuto con i club per i quali ha giocato.
Clarence sa bene di essere unico. Per esempio è l’unico giocatore ad aver vinto la Champions League con tre squadre diverse : Ajax, Real Madrid e Milan (due volte).
E’ anche l’unico ad aver vinto Campionato, Coppa di Lega, Supercoppa di Lega e almeno un trofeo internazionale con tre squadre diverse.
E, forse per questo non è tanto apprezzato dai tifosi bianconeri, è uno dei pochi ad aver segnato alla Juventus con tre maglie diverse : Sampdoria, Inter e Milan
Un vincente, un professionista encomiabile che ha sempre saputo farsi sentire dentro e fuori dal campo. Leader nello spogliatoio e Campione di beneficenza nella vita privata.
Tanti per esempio non sanno che Clarence Seedorf ha fondato l’associazione benefica Champions for Children, per promuovere la pratica sportiva nei paesi meno fortunati.
Un cuore smisurato, come smisurata è la passione che ha sempre messo nel suo lavoro. Col calcio è cresciuto, è diventato famoso, faticando per poter emergere e per poter diventare quello che è diventato oggi.
Clarence Seedorf non si è mai dimenticato da dove è arrivato, quanta fatica ha fatto e quanta ne fa ogni giorno per poter giocare ai suoi livelli.
A lui viene sempre chiesto di far la differenza : e visti i risultati spesso e volentieri è riuscito a farla.
Quindi non andategli a dire che al Milan serve Ronaldinho. Ronaldinho, come ha detto lui stesso : “può ridare entusiasmo all’ambiente”, ma c’è chi con quella maglia ha sudato tanto e ha ancora qualcosa da dire.
Il quarto posto e la qualificazione ai preliminari di Champions League possono essere una piccola dimostrazione, sempre che ne servissero ancora di dimostrazioni.
Seedorf lo sa e con il suo 10 ben saldo sulle spalle cercherà di far vedere per l’ennesima volta quanto vale e quanto può ancora dare alla causa rossonera.
E attenzione che Van Basten non decida di portarselo agli Europei e di dargli il 10 anche in Nazionale : non sia mai che inizi a vincere anche con la casacca arancione.
In questo caso, accanto al 10, bisognerebbe aggiungere obbligatoriamente una lode.

grande clarenzio!!!!
Lo puoi amare e, talvolta, detestare. Ma lui non sarà mai un uomo comune. Grandi giocate ma anche grandi toppate. Eppure è un vincente, e, a suo modo, una delle poche “rockstar” del nostro calcio.
PS: ora mi aspetto un post sul genio di bari vecchia, il grandissimo antonio cassano, altra rockstar
Da: lemmy su Aprile 18, 2008
alle 12:26 pm