Le idee molto chiare, la serietà e la fermezza che hanno solo i grandi.
Cappellino sempre in testa, coraggioso e spavaldo, come quando, con la maglia dell’Inter e della Nazionale, si librava in voli improbabili lasciando attoniti spettatori, compagni e avversari.
Walter Zenga è sempre lo stesso. Prendere o lasciare. Lui è fatto così.
“Il derby e`da affrontare come tutte le altre gare – ha detto l’attuale neo allenatore del Catania – E` una partita che si vince come tutte, con attenzione, concentrazione e giocando uniti”. “I ragazzi stanno bene e quando uno sta bene e` piu` veloce – ha continuato – Con la voglia, poi, il gioco migliora ancora”.
Dichiarazioni decise e convinte. Lui ci crede. Gli hanno chiesto di salvare la compagine etnea e lui ci proverà con tutta la sua esperienza e il suo grande carisma.
D’altronde per “l’uomo ragno”, suo storico soprannome, nulla è impossibile.
Uno come lui, che da allenatore ha avuto l’incredibile coraggio di allenare tre squadre della stessa città (National, Steaua e Dinamo Bucarest in ordine di tempo) non si spaventa di certo di fronte alla prima difficoltà.
Molti ignorano che Walter, nonostante abbia solo 47 anni, ha già allenato negli Stati Uniti (New England Revolution), in Serbia (Stella Rossa), in Turchia (Gaziantepspor), in Romania (come detto prima) e persino negli Emirati Arabi (Al Ain).
Giramondo, con risultati alterni, nella sua carriera di calciatore, è stato eletto per tre volte consecutive “Miglior portiere dell’anno” dall’IFFHS, dal 1989 al 1991, nel 1990 ricevette anche il premio di “Portiere dell’anno” dall’UEFA.
Un uomo che non si è mai fatto mancare niente insomma, a tal punto da aver fatto anche il dj per radio Dj e il “postino” nella trasmissione “C’è posta per te” di Maria De Filippi.
A Catania ora sperano sia finalmente arrivato il salvatore : il suo nome è Zorro…pardon Zenga.
