Posted by: enricoturcato | Maggio 13, 2008

Hector Cuper, L’uomo Delle “Non Rivincite”

“Come volete che stia? Sto male, ma domenica prossima tiferò Parma. Spero tanto che riesca a salvarsi, anche se per quanto mi riguarda io allo stadio non ci sarò”.

E ci mancherebbe altro caro signor Hèctor Raùl Cùper.

Se l’Inter non dovesse vincere lo scudetto domenica a Parma e lei venisse visto nelle tribune dello stadio Tardini, qualcuno penserebbe che allora è davvero lei a portar sf…ortuna!

Poteva essere la classica resa dei conti. Una rivincita in grande stile, di quelle che solo il calcio spesso è capace di regalare. Una domenica di Maggio, temperatura “very hot”, un Parma-Inter mozzafiato, con la squadra di casa che lotta per salvarsi e quella ospite che deve vincere uno scudetto inseguito una stagione e che sembra poter sfumare proprio all’ultima giornata.

E colmo dei colmi, Hector Cuper sulla panchina del Parma. Col suo sguardo cagnesco, pronto a dire in caso di vittoria del Parma e sconfitta dell’inter “Visto caro Mancini e cari tifosi nerazzurri??? Non perdo solo io gli scudetti all’ultima giornata!”.

E invece no. Sogno svanito per l’allenatore argentino. Ghirardi gli ha rovinato la festa, esonerandolo prima del big match di domenica e chiamando al suo posto un tal Andrea Manzo, allenatore della primavera.

Pazienza per il povero Hector (che a Parma in 10 partite aveva ottenuto ben 8 punti!), l’ennesima “non rivincita” è arrivata. Si, perché il 53enne tecnico argentino è abituato a non togliersi delle soddisfazioni quando c’è l’occasione buona.

Gli capitò contro la Lazio (squadra che nel ’99 aveva sconfitto il suo Maiorca nella finale di Coppe delle Coppe) quando il famoso 5 maggio 2002 aveva avuto l’occasione di vincere lo scudetto in casa biancoceleste, all’Olimpico, ma finì in tragedia.

Gli capitarono 2 finali consecutive di Champions League, nel 2000 e nel 2001, ma il suo Valencia cedette mestamente sia al Real Madrid che al Bayern Monaco.

E, proprio ora, sul più bello, ecco sfumato l’ennesimo sogno di rivalsa.

Non ha mai vinto tanto in carriera Hector Cuper. E’ sempre arrivato a buoni risultati, ma mai eccelsi. Tanto che diverse sue avventure in panchina (Maiorca, Valencia, Inter, Maiorca, Betis e appunto Parma, solo per citarne alcune) sono finite anzitempo, con esoneri o dimissioni, perché i risultati non erano quelli previsti inizialmente.

E peccato se stavolta non potrà neanche dare il suo celebre pugno sul petto ai suoi giocatori prima di entrare in campo sussurrandogli “yo soy contigo” (“io sono con voi”). Almeno si eviterà le occhiatacce di gente tipo Materazzi o Zanetti che tra loro e loro, vedendolo dare il pugno ai giocatori del Parma, avrebbero potuto pensare “si si, anche il 5 maggio tu dovevi essere con noi”.

 

 

Squadre allenate : Huracan, Lanus, Maiorca (2 volte), Valencia, Inter, Betis Siviglia, Parma.

 

Titoli  internazionali conquistati : /

 

Titoli nazionali conquistati : 2 Supercoppe Spagnole (Maiorca 1997 e Valencia 1999) e un campionato argentino (Lanus 1996).

 

Modulo tattico adottato : il 4-4-2 gli piace parecchio. Soprattutto se ha due ali che sanno spingere (Kili Gonzales, Ibagaza, Coinceicao) , due centravanti, con almeno uno di peso (Dani, Vieri, Carew, Claudio Lopez, Lucarelli, Budan) e due centrocampisti dai grandi polmoni (Mendieta, Baraja, Di Biagio, Emre, Mariga).

 

“Pupilli” : Kili Gonzales (fenomeno a Valencia, grande flop nella sua Inter);

                Francisco Farinos (idem);

                Gaizka Mendieta (capitano e trascinatore del suo Valencia);

                Christian Vieri (l’unico che all’Inter gli dava soddisfazioni);

                Dani e Claudio Lopez (l’hanno tolto più volte dai guai con i loro goal).

 

 

Tags: , , , , , , , , ,

Posted by: enricoturcato | Maggio 8, 2008

“Il Nuovo Walter Mazzarri”

“Mi dispiace che siano state fraintese alcune mie parole: io ho solo detto che a fine campionato mi dovrò incontrare con la società, com’è usuale in ogni rapporto fra club e allenatore, e se ci saranno i presupposti sarò felice di rimanere in un ambiente che mi ha apprezzato e in cui mi trovo bene”.

E’ difficile essere più diplomatici di così. Ma Walter Mazzarri sa benissimo che dopo il campionato che ha fatto disputare alla sua Sampdoria, tutti i grandi club hanno messo gli occhi su di lui.

A Genova ha fatto il salto di qualità, ha portato la squadra a giocarsi un insperato posto in Champions League, sempre con grande professionalità e dedizione, gestendo ottimamente anche un “talento pazzo” come Antonio Cassano.

Non sa, il quarantaseienne allenatore livornese, cosa gli regalerà il futuro dopo questa stupenda stagione.

Anche perché questa è la sua quarta stagione consecutiva in serie A e, anche nelle 3 precedenti, ha sempre ottenuto risultati eccezionali.

La carriera di allenatore di Walter Mazzarri, iniziata ad Acireale nel 2001, ha avuto una vera svolta nella stagione 2003/2004, quando con una cavalcata emozionante, riuscì a riportare il Livorno, squadra della sua città, in serie A.

Poi, “il nuovo Antognoni” (appellativo che gli veniva dato quando da calciatore vestiva la maglia della Fiorentina), l’anno successivo, è approdato nella massima serie, allenando sempre una squadra con il colore amaranto : la Reggina.

In Calabria ha disputato tre stagioni da incorniciare, arrivando addirittura decimo il primo anno e salvando, la scorso campionato, la squadra partita da un pesantissimo -11 in classifica dopo le vicende di Calciopoli.

Da calciatore, nonostante il soprannome precedentemente ricordato, non ha mai ottenuto grandi risultati, deludendo chi in lui aveva visto un potenziale campione.

Da allenatore, invece, si è rifatto completamente : ora è ricercatissimo e apprezzato un po’ da tutte le squadre più blasonate.

Non si sa mai, che se in futuro spunti dal nulla un allenatore giovane e promettente, proprio come Walter in questo momento, gli venga assegnato un’onorevole appellativo : “il nuovo Mazzarri”.

 

 

Squadre allenate : Acireale, Pistoiese, Livorno, Reggina e Sampdoria.

 

Titoli  internazionali conquistati : /

 

Titoli nazionali conquistati : /

 

Modulo tattico adottato : 3-5-2 (modificabile in 3-4-2-1 o 3-4-1-2). Tre difensori centrali forti soprattutto sulle palle aree. Un centrocampo folto che punti sugli esterni (ha scoperto Mesto, Modesto e Maggio). Due punte (celebri le coppie goal Protti-Lucarelli, Amoruso-Bianchi e Cassano-Bellucci) e un trequartista o due trequartisti e una punta.

 

“Pupilli” : L. Vigiani (un “figlio” , allenato a Pistoia, a Livorno e a Reggio)

                G. Chiellini (lanciato a Livorno, l’ha sempre nel cuore)

                F. Cozza (suo capitano indiscusso a Reggio)

                N. Amoruso (l’ha rilanciato a grandi livelli a Reggio)

                E. Bonazzoli (Ariete implacabile a Reggio, sta provando a riproporlo a Genova)

 

 

Tags: , , , , , , , , ,

Posted by: enricoturcato | Maggio 7, 2008

Luciano Spalletti, L’ultimo A Mollare

“Non dobbiamo mai staccare la spina”- e a seguire - “Ci si dimentica che noi Domenica abbiamo l’Atalanta e che le due partite che dobbiamo giocare non sono già vinte”.

Parole del condottiero Spalletti, proprio alla vigilia della semifinale di Coppa Italia contro il Catania.

Messaggio chiaro, limpido : la Roma non mollerà fino all’ultimo secondo di campionato.

Ma a Luciano Spalletti quanto piacerebbe fare un bello scherzetto all’Inter e soffiargli il Campionato a due giornate dalla fine?

Tanto, almeno quanto gli dispiacerebbe arrivare per il terzo anno consecutivo secondo in campionato alle spalle dei nerazzurri.

Anche perché, sinceramente, l’allenatore toscano pare essere abbastanza stanco di sentirsi dire che la sua squadra gioca il miglior calcio d’Italia, ma allo stesso tempo di non vincere mai nulla di importante.

Si, perché in carriera Spalletti, se togliamo una promozione dalla B alla A con l’Empoli, ha vinto davvero poco : una coppa Italia (con la Roma nel 2007) e una Supercoppa Italiana (sempre Roma 2007).

Nel calcio professionistico, è salito alla ribalta grazie all’Empoli che ha prima portato in serie A (1996/97) e poi salvato l’anno successivo nella massima serie, scoprendo anche talenti come Montella e Di Natale.

Poi, due esoneri consecutivi, prima a Genova con la Samp, poi a Venezia, con entrambe le squadre che a fine stagione sono retrocesse in serie B.

Negli anni successivi altre due parentesi poco significative a Udine ed Ancona : la sua carriera di allenatore sembra definitivamente compromessa. Ma Spalletti può mollar tutto proprio ora?

Non è da lui, e allora nel finale della stagione 2001/2002 ecco una nuova occasione : lo richiama l’Udinese, a sostituire De Canio, per portare la squadra alla salvezza in una stagione altamente compromessa.

Spalletti ce la fa e poi resta a Udine per 3 anni, ricchi di soddisfazioni : conquista una qualificazione Uefa e la prima qualificazione in Champions League nella storia dell’Udinese, scopre talenti del calibro di Iaquinta, Muntari e Pizarro.

Al termine del 2005 gli viene offerto il primo incarico veramente importante : lo chiama la Roma, per provare a vincere lo scudetto e ben figurare in Champions League. Il resto, fino ad oggi, è storia recente.

Ora “Lucianone”, a 49 anni, è ancora alla ricerca del suo primo vero trofeo importante : lo scudetto andrebbe più che bene come inizio.

Son già 3 anni che ci arriva molto vicino, non si sa mai che grazie al Siena…

 

 

Squadre allenate : Empoli, Sampdoria, Venezia, Ancona, Udinese e Roma.

 

Titoli  internazionali conquistati : /

 

Titoli nazionali conquistati : 1 Coppa Italia (Roma 2007), 1 Supercoppa Italiana (Roma 2007).

 

Modulo tattico adottato : Da alcuni anni propone il suo famoso 4-2-3-1, con tre trequartisti dietro all’unica punta di movimento (Totti o Vucinic). In passato giocò anche con il 3-5-2 e il 4-3-3, sempre e comunque molto offensivi.

 

“Pupilli” : D. Pizarro (scoperto ad Udine, confermato a Roma : un figlio);

A. Di Natale (lanciato ad Empoli, esploso con lui a Udine, lo vorrebbe anche a Roma);

                F. Totti (il suo capitano non lo può toccare nessuno);

                V. Iaquinta (apprezzato ad Udine, lo vorrebbe anche a Roma);

                D. De Rossi (“Capitan futuro”, gioca anche con una gamba sola).     

 

 

           

Tags: , , , , , , , ,

Posted by: enricoturcato | Maggio 5, 2008

Mario Beretta : Comunque Vada, Sarà Un Successo

“Domenica andiamo a giocare a San Siro con grande serenità e senza tensioni negative, ma faremo la nostra partita cercando di colpire l’Inter dove ha punti deboli” – e non è tutto - “Perdendo con noi la Roma ha perso tre punti importanti, ora cercheremo di rimediare domenica con l’Inter”.

Sembrano le dichiarazioni di un anti-interista convinto.

In realtà, invece, sono le parole di Mario Beretta, allenatore di quel Siena che ha appena conquistato, con due giornate di anticipo, la salvezza battendo la Juventus, terza in classifica.

Beretta, dicono che da giovane tifasse Milan, e forse proprio per questo spera domenica di fare un brutto “scherzetto” alla squadra nerazzurra in piena lotta per lo scudetto.

Ma più probabilmente vuole solo dimostrare la sua grande professionalità, e visto che il suo Siena, in questa stagione ha già battuto sia Juve che Roma, per “par condicio” deve battere anche L’inter.

Lui, milanese di 48 anni, diplomato all’I.S.E.F. ed ex insegnate di educazione fisica in una scuola di Milano ed ex allenatore del settore giovanile del centro Schuster, storica società milanese che opera sotto la protezione della diocesi.

Nella sua carriera di allenatore non ha mai ottenuto grandi successi, anzi gli è capitato qualche volta di essere anche esonerato prima di terminare la stagione (Ternana e ChievoVerona).

Negli ultimi anni, però, grazie alle buone annate con Parma e Siena, si è proposto come uno degli allenatori emergenti più interessanti.

A Verona, col Chievo, nel 2004 (sua stagione d’esordio in serie A) era stato esonerato a 3 giornate dalla fine con la sua squadra in piena corsa per la salvezza. La stagione successiva, ha salvato il Parma con 4 giornate d’anticipo, salvezza poi diventata una qualificazione Uefa con le sanzioni di Calciopoli.

L’anno scorso aveva salvato il Siena, senza particolari patemi d’animo, e quest’anno si era inspiegabilmente trovato disoccupato. Ma dopo l’avvio di campionato disastroso del suo successore Andrea Mandolini, il Siena l’aveva richiamato per ritentare l’impresa.

E lui, prontamente, ha risposto, con ottimi risultati : Siena salvo a due giornate dalla fine con 41 punti, 32 conquistati da lui.

Ora, domenica, è atteso al cruciale appuntamento di San Siro : se vince o pareggia sarà ricordato per sempre nel cuore dei tifosi della Roma. Se perde a ringraziarlo saranno quelli dell’inter.

Come si suol dire in questi casi quindi, per Beretta, comunque vada, sarà un successo.

 

 

Squadre allenate : Pro Patria, Saronno, Como, Lumezzane, Varese, Ternana, Chievo, Parma, Siena.

 

Titoli  internazionali conquistati : /

 

Titoli nazionali conquistati : /

 

Modulo tattico adottato : 4-4-2 o 4-3-1-2. Gli piace far giocare le sue squadre sempre e comunque con 2 punte. Nel caso abbia un trequartista di qualità (vedi Morfeo a Parma e Locatelli a Siena) adotta il 4-3-1-2 offensivo, altrimenti schiera il classico 4-4-2 con due esterni veloci.

 

“Pupilli” : M. FRICK (è sempre stato un intoccabile, sia a Terni che a Siena)

                 B. CORRADI (lo rilanciò a Parma, 10 goal per lui)

                 C. AMAURI (Lo fece esplodere a Verona col Chievo)

                 F. SEMIOLI (altra scoperta, sempre a Verona)

                 M. MACCARONE (Due anni splendidi con lui a Siena)

 

 

Tags: , , , , , , , ,

Posted by: enricoturcato | Maggio 2, 2008

Cesare Prandelli, Lo Sfortunato Lottatore

“Dobbiamo accettare questo verdetto, la serata potevamo finirla meglio, ma abbiamo dato tutto ciò che potevamo. Un grazie a questi ragazzi che hanno giocato fino all’ultimo minuto”.

Parole sagge. Quelle di un grande mister, che vuol bene ai suoi ragazzi (soprattutto ai più giovani) e che sa bene che a volte c’è poco da fare. Il calcio è così. Domini una semifinale di Coppa Uefa (contro i Rangers Glasgow) per 210 minuti (tra andata e ritorno) e poi esci, mestamente, alla lotteria dei calci di rigori, con gli errori decisivi degli uomini più esperti che hai in rosa : Vieri e Liverani.

Cesare Prandelli lo sa bene come è fatto il calcio. L’ha imparato nei suoi “primi” 50 anni, prima da calciatore professionista e poi da allenatore.

Il calcio gli ha regalato tante gioie, ma anche tante, forse troppe, immeritate delusioni.

La sua carriera da allenatore è iniziata all’Atalanta, nelle giovanili, e poi è proseguita malissimo a Lecce, dove un esonero prematuro gli ha stroncato subito le ali.

Poi l’avventura in Veneto, a conquistare soddisfazioni, complimenti, ma pochi titoli, visto che Verona e Venezia non potevano certo ambire a qualcosa che non fosse una salvezza nella massima serie o una promozione dalla serie B.

Però, il coraggioso Cesare, viene notato dal Parma, che in preda alla crisi della Parmalat, gli chiede di ottenere il massimo da ragazzi che Prandelli riesce a far diventare piccole luminose “stelline” : valorizza in soli due anni gente del calibro di Frey, Mutu, Adriano e Gilardino.

E allora nel 2004 ecco l’occasione della vita : la Roma, la squadra con la quale finalmente si può ambire a qualche traguardo importante. Ma la sorte è ancora li maligna, pronta a far male. L’amata moglie Manuela si ammala gravemente e Prandelli non se la sente di allenare : si dimette per starle vicino.

Dopo un anno di assenza lo chiama la Fiorentina : è il 2005/2006.

Cesarone non fallisce, arriva quarto al primo anno, vince la Panchina d’Oro come miglior tecnico d’Italia, ma poi Calciopoli gli toglie tutto e lo costringe addirittura ad iniziare la stagione successiva con 19 punti di penalizzazione (poi portati a 15). Sfido chiunque a non dire: “Che sfiga!”.

Ma Prandelli si rimbocca le maniche, riparte tenace come sempre.

E nonostante a Novembre 2007 tristemente si spegne la moglie Manuela, all’età di soli 45 anni, lui non si arrende, rivince la Panchina D’Oro, la dedica alla moglie e fa disputare alla Fiorentina un campionato strepitoso, qualificandola alla Coppa Uefa.

Anche quest’anno la sua Viola ha ben figurato : è quarta a tre giornate dal termine e sta lottando per il posto in Champions League. E conoscendo Cesare Prandelli, è molto difficile che mollerà prima di aver dato tutto quello che poteva dare.

 

 

Squadre allenate : Lecce, Verona, Venezia, Parma e Fiorentina.

 

Titoli  internazionali conquistati : /

 

Titoli nazionali conquistati : /

 

Modulo tattico adottato : Inizialmente un 4-4-2, sempre e comunque molto offensivo, con una punta di qualità e un attaccante di peso (Di Napoli-Maniero a Venezia, Cammarata-Adailton a Verona, Mutu-Adriano a Parma). Negli ultimi anni predilige il 4-3-3, con un centravanti (Prima Toni, poi Vieri e Pazzini) e due rifinitori con i piedi buoni (Mutu e Santana). Cerca sempre un regista davanti alla difesa che sappia far girare bene la palla.

 

“Pupilli” : S. Frey (Lo considera intoccabile. Prima a Parma, ora a Firenze).

A. Mutu (Sia a Parma che a Firenze è riuscito a farlo esprimere al meglio).

A. Gilardino (L’ha fatto esplodere a Parma e ora lo vuole a Firenze).

D. Morfeo (Apprezzato sia a Verona che a Parma).

A. Marasco (L’ha allenato a Verona e Venezia).

 

 

 

 

 

Tags: , , , , , , , , ,

Posted by: enricoturcato | Aprile 30, 2008

Sven Goran Eriksson, Goodbye England!

“Sven è convinto di non restare al City – ha raccontato un amico dello svedese– ed è ormai rassegnato all’idea di andarsene. Il proprietario è deluso dai risultati e questa è l’unica strada percorribile”.

L’amico è stato molto chiaro. E l’aria che si respira a Manchester è proprio questa : Sven Goran Eriksson è ormai molto vicino al termine della sua avventura alla guida del Manchester City.

Fallimento inaspettato per il sessantenne tecnico svedese, che alla vigilia dell’avventura inglese, aveva promesso che il suo City sarebbe stata la vera rivelazione della Premier di quest’anno.

Visti i tanti successi i carriera, in tanti credevano che Eriksson avrebbe sorpreso tutti anche questa volta.

Ma evidentemente l’Inghilterra non gli porta tanta fortuna, dato che quando allenava la Nazionale non è riuscito a convincere nessun tifoso inglese, venendo eliminato sia agli Europei che ai Mondiali ai quarti di finale. Strana curiosità : sempre contro il suo collega Scolari, col Brasile nel 2002 e col Portogallo nel 2004. In carriera ha vinto tanto, sia in Europa, che nei campionati nazionali.

Anche in Italia ha lasciato il segno, soprattutto nel cuore dei tifosi biancocelesti della Lazio.

Ultimamente, però ha sempre deluso. E non sapendo più cosa inventarsi, nel City ha introdotto 2 innovative (per non dire “bizzarre”) tecniche di allenamento: prima ha fatto montare sul campo d’allenamento un’enorme vasca contenente acqua alla temperatura di 0° centigradi, sostenendo che questa tonifica i muscoli dei suoi ragazzi; e poi ha fatto esercitare i suoi giocatori con la lotta greco-romana, che a suo parere migliora il sistema di marcatura da lui voluto.

Metodi strani, che non però non gli hanno portato i risultati sperati.

Meglio cambiare aria allora “Sir” Sven Goran, vedrà che un giorno non rimpiangerà di aver detto, dopo 7 anni passati oltre la manica, “Goodbye England!”.

 

Squadre allenate : Degerfors, IFK Goteborg, Benfica (2 volte), Roma,, Fiorentina, Sampdoria, Lazio, Inghilterra, Manchester City.

 

Titoli  internazionali conquistati : 1 Coppa Uefa (Goteborg 1982) , 1 Coppa delle Coppe (Lazio 1999) , 1 Supercoppa Europea (Lazio 1999).

 

Titoli nazionali conquistati : 1 Campionato Svedese, 1 Campionato Portoghese e 1 Campionato Italiano (Lazio 2000); 1 Coppa Portoghese, 1 Coppa Svedese e 4 Coppa Italia (1 Roma, 1 Samp e 1 Lazio); 2 Supercoppe Italiane (Lazio entrambe).

 

Modulo tattico adottato : 4-4-2. Fido credente del 4-4-2 moderno.

Celebri alcune sue coppie di attaccanti : Pruzzo-Graziani, Casiraghi-Mancini, Crespo-Salas.

In mezzo al campo ha sempre preferito far giocare almeno un giocatore di grande qualità : Cerezo e Falcao nella Roma, Veron nella Samp e nella Lazio, Gerrard e Lampard nella nazionale inglese. Nel City ha provato a lanciare il brasiliano Elano.

 

“Pupilli” : R. Mancini (che fece anche suo vice-allenatore alla Lazio) ,

              J. S. Veron (lo volle alla Lazio dopo averlo allenato alla Samp) ;

              V. Jugovic (allenato sia alla Samp che alla Lazio);

              P. Nedved (lo allenò solo alla Lazio, ma lo avrebbe allenato ovunque);

              D. Beckham (Capitano della sua deludente nazionale Inglese).

 

sven

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Older Posts »

Categories